L’IMMACOLATO TACINA

Il Fiume Tacina si genera tra le cime più alte dei Monti del Parco Nazionale della Sila, precisamente ai piedi del Timpone Morello. Costeggia il versante settentrionale del Monte Gariglione e termina nelle cristalline acque del Mar Ionio ad Ovest di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, passando da Roccabernarda. Il tratto iniziale del suo corso è caratterizzato da ambienti misti che si affacciano sulle verdi ed estese vallate che si aprono come enormi pianure, tra i grandi boschi di Faggio. Qui, in particolare, le sue sponde sono più alte e quindi più ripide e frastagliate.Tale variegata morfologia si deve ad una complessa storia geologica connessa a fenomeni di innalzamento e di erosione ad opera degli agenti atmosferici e degli stessi corsi d’acqua.

Bosco di Faggi
 Foto © Daniela Strippoli

La prateria ideale per i pascoli
     Foto © Daniela Strippoli                            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti eventi questi che hanno esercitato la loro opera in scala più grande su tutto l’Altopiano silano fino a restituirgli la conformazione attuale. Le rocce metamorfiche come , ad esempio, le magmatiche granitoidi  molto fratturate ed alterate con diverse venature di pigmatite (roccia ignea intrusiva di colore biancastro) testimoniano il passato geologico complicato e travagliato che ha subito nel tempo questo particolare territorio. In alcune zone si possono  incontrare delle particolari formazioni  di granito dalla forma  sferica che si sono generate nel sottosuolo e che successivamente sono emerse per l’erosione della matrice in cui era no immerse. Ciò spiega il motivo per cui si incontrano durante  il tratto del fiume queste  particolari palle di roccia anche di grandi dimensioni che emergono  in superficie isolate dal substrato.

Cascata detta del Piciaro
 Foto © Daniela Strippoli

Ancora la Valle del Tacina
Foto © Daniela Strippoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il geosito della Valle del Tacina include in se una porzione di ciò che è il più grande altopiano del continente europeo e costituisce un caso unico nel Sud Italia.  La Valle del Tacina è la sintesi perfetta degli ambienti della Sila con i suoi boschi di conifere e di faggi che si alternano alle verdeggianti praterie ricoperte in primavera, come in autunno dei fiori più variegati tra cui i giacinti, i crocus e i narcisi, e alle pianure alluvionali sorte nel corso dei secoli da tanti corsi d’acqua che da li si sono formati.

Un sentiero segnalato si sviluppa lungo un tratto del fiume Tacina e raggiunge il tratto da cui ci si affaccia sull’intera vallata costeggiata dalle eleganti chiome dei faggi e giunge alla suggestiva cascata  che, dal nome della pece  che un tempo  era estratta dai pini larici, è definita del Piciaro. Questo meraviglioso geosito  lungo la Valle del Tacina offre, dunque l’opportunità di stare a contatto con la natura  più pura ed incontaminata di questa straordinaria terra che è la Calabria.

La Caserma del Corpo Forestale ai piedi del Monte Gariglione
 Foto © Daniela Strippoli

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